Maxi concorso indetto dal Comune di Napoli: 169 Nuovi posti di lavoro nel settore pubblico.

In Campania arriva il maxi concorso indetto dal comune di Napoli: 169 Nuovi posti di lavoro nel settore pubblico.

Il concorso pubblico è rivolto a vari profili operanti in diverse aree: dal settore educativo, a quello amministrativo, all’informatico. Lo scopo è rafforzare i servizi per il sostegno all’inclusione attiva e contrastare la povertà.

Quali sono le figure richieste?

I profili richiesti sono 169, suddivisi in:

  • n. 54 Assistenti Sociali (categoria D1 – cod. ASTD) a tempo pieno;
  • n. 37 Istruttori Direttivi Amministrativi (categoria D1 – cod. IDATD) a tempo pieno;
  • n. 50 Educatori Professionali (categoria D1 – cod. EDUTD) a tempo pieno;
  • n. 7 Istruttori Direttivi Informatici (categoria D1 – cod. INFTD) a tempo pieno;
  • n. 21 Istruttori Direttivi Psicologi (categoria D1 – cod. PSITD) a tempo parziale al 50%.

Le selezioni sono rivolte a laureati;  si tratta di assunzioni a tempo determinato.

Quali requisiti sono richiesti?

Per partecipare al concorso del Comune di Napoli devi essere in possesso di:

  • Cittadinanza Italiana o cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea con adeguata conoscenza della lingua italiana.
  • Età non inferiore ai 18 anni e non superiore al limite previsto per il collocamento a riposo.
  • Godimento dei diritti civili e politici.
  • Posizione regolare nei confronti degli obblighi militari per i candidati di sesso maschile nati entro il 31/12/1985.
  • Idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni relative al profilo professionale per il quale si partecipa.
  • Non aver riportato condanne penali, né avere procedimenti penali in corso, che impediscano la costituzione di un rapporto di impiego con la pubblica amministrazione.
  • Non essere stati destituiti o dispensati dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione per persistente insufficiente rendimento, o non essere stati dichiarati decaduti da un impiego pubblico.

Quale titolo di studio è richiesto?

Dipende! Dipende dal ruolo per il quale si concorre.

Se il ruolo ambito è quello di Assistente Sociale, dovrai essere in possesso del Diploma di Laurea triennale in Servizio Sociale oppure Laurea Triennale nella classe 6 – Scienze del Servizio Sociale (DM 509/1999) o nella classe L-39 Servizio Sociale (DM 270/2004), oppure Laurea Magistrale o Laurea Specialistica nella classe 57/S – Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali (DM 509/1999), oppure Laurea magistrale nella classe LM – 87 – Servizio sociale e politiche sociali (DM 270/2004); nonché Iscrizione all’Albo professionale.
Se invece concorri per il titolo di Istruttore Direttivo Amministrativo è richiesta la Laurea triennale o Laurea Magistrale, Specialistica o Vecchio Ordinamento in Giurisprudenza o Economia e Commercio o titoli equipollenti.

Se vuoi lavorare come Educatore Professionale è necessario avere il Diploma universitario di primo livello o Laurea triennale di cui al D.M. 22 ottobre 2004 n. 270, oppure Laurea magistrale o Laurea specialistica o Diploma di Laurea conseguito ai sensi dell’ordinamento universitario previgente al D.M. 3 novembre 1999 n. 509 in scienze dell’educazione o discipline equipollenti.

Se desideri candidarti come Istruttore Direttivo Informatico dovrai possedere il
Diploma universitario di primo livello o Laurea triennale di cui al D.M. 22 ottobre 2004 n. 270, ovvero Laurea magistrale o Laurea specialistica o Diploma di Laurea conseguito ai sensi dell’ordinamento universitario previgente al D.M. 3 novembre 1999 n. 509, in informatica, ingegneria informatica, ingegneria elettronica o equipollenti.

Mentre per il ruolo di Istruttore Direttivo Psicologo è richiesta la Laurea vecchio ordinamento, magistrale o Laurea Specialistica (quinquennale) in Psicologia con tanto di Iscrizione alla Sezione A dell’Albo degli Psicologi.

Il concorso prevede una prova scritta? Sì!

Per superare il concorso dovrai affrontare una prova scritta. Ma, nel caso in cui il numero di domande di partecipazione dovesse essere superiore a 10 volte il numero dei posti messi a concorso, sarà introdotta una preselezione per soli titoli (valutazione del titolo di studio).

La prova scritta prevede dei quesiti a risposta chiusa su scelta multipla e verte sugli argomenti indicati nel bando che sono strettamente legati alla mansione per la quale ci si candida. Il luogo, il giorno e l’ora di svolgimento della prova scritta saranno comunicati sul sito web del Comune di Napoli nella sezione Amministrazione Trasparente – bandi di concorso.

Quali sono i tempi di scadenza?

La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata esclusivamente online tramite il portale selezioni del Comune di Napoli entro le ore 12:00 del giorno 28 Maggio 2018.

Per maggiori informazioni sul Concorso del Comune di Napoli leggi il BANDO (Pdf 600Kb) pubblicato per estratto sulla Gazzetta Ufficiale n.34 del 27-04-2018 e dell’ALLEGATO 1 (Pdf 400Kb) con tutti i dettagli sulle mansioni.

Le successive comunicazioni inerenti i diari delle prove d’esame e le graduatorie dei concorsi saranno pubblicate sulla pagina web Comune di Napoli “Concorsi”.

Un grosso in bocca al lupo!

Fonte utilizzate:

  • https://www.ticonsiglio.com/
  • http://portaleselezioni.comune.napoli.it/
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Un curriculum su misura per la giusta opportunità. Alcuni consigli


Voglio essere onesta non esiste un modo specifico per scrivere un curriculum vitae. Ma grazie all’esperienza nel settore della ricerca e selezione del personale di BeGear, posso suggerirti alcuni semplici trucchi per scrivere un curriculum vitae “su misura” per la posizione che stai cercando o testare l’efficacia di quello che hai già fatto ed eventualmente migliorarlo.

Se fossi invitata ad un primo appuntamento ti presenteresti in ciabatte e tutta trasandata? Ovviamente no, anzi, sceglieresti l’abito più adatto per l’occasione speciale. Allo stesso modo, anche il curriculum vitae deve essere personalizzato a seconda della posizione e dell’azienda per cui hai deciso di candidarti.

Partiamo dall’annuncio di lavoro. Leggilo attentamente, sei sicura che il tuo profilo sia in linea con i requisiti richiesti? Sicura, sicura… l’accendiamo? Bene! È già un buon inizio.

Dopo aver letto attentamente l’offerta di lavoro, ti consiglio di rileggerla e sottolineare le parole chiave; perché alcune di queste (sennò addirittura tutte) potrai inserirle nel tuo cv; che andrai ad aggiornare e personalizzare in base alla richiesta.
Lo obiettivo è far percepire a chi leggerà il tuo cv, che  il tuo percorso formativo e lavorativo sono in linea con il profilo cercato. Ad esempio, se vuoi candidarti come tester sarà utile menzionare le proprie competenze e la conoscenza dei linguaggi di programmazione e framework che potresti sfruttare nel ruolo per cui ci si candida.

Attenzione ai periodi di “stallo”. Sì alla sincerità
Elementi cruciali per i recruiter e svantaggiosi per i candidati sono:

  • i periodi prolungati di vuoto;
  • lunghi periodi di rallentamento scolastico;
  • stage frequenti.

Attenzione, questo non significa che devi tappare i vuoti inserendo informazioni infondate. Ma, è importante fornire, all’atto del colloquio, le giuste motivazioni. Ciò che conta è che questi periodi di inattività vengano contestualizzati e spiegati.

Ricorda che il più delle volte, durante il colloquio vengono chiesti degli esempi o fatte delle domande in base a ciò che hai scritto sul cv. Quindi sii sempre sincera; non aver paura di dire chiaramente quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza; fai domande (se ne hai) e di chiaramente cosa ti aspetti dal nuovo lavoro.

Non dimenticare di inserire i tuoi contatti. Sì alla professionalità
Non dimenticarti mai di inserire i riferimenti di contatto bene in evidenza.  Queste informazioni vanno poste in alto a sinistra sulla prima pagina del curriculum e devono sempre contenere l’indirizzo, il numero di telefono (meglio se cellulare) e l’indirizzo e-mail (che sia professionale, meglio se includa nome e cognome).
Per quanto riguarda la foto, cerca di non riciclarne una che hai scattato in vacanza con gli amici e, soprattutto, no ai selfie!

 Altre informazioni
Nella voce altre informazioni hai la possibilità di descrivere in breve le tue abilità, i corsi di formazione, le attività di volontariato ed altre esperienze che hai fatto nel corso degli anni.

Qui si comprendo le tue soft skill ovvero quelle le tue capacità e qualità personali. Grazie a queste informazioni i selezionatori possono riuscire a comprendere parte del tuo atteggiamento, il tuo approccio alle relazioni interpersonali.

Sìì alla qualità
Cerca di fare la differenza! Gran parte dei candidati scrive un unico curriculum e lo invia random al maggior numero di aziende. Mossa sbagliata!

Mi spiego meglio. Se sei laureata in Biotecnologie Mediche e non hai esperienza nel settore “retail” perché candidarti? In realtà, l’ideale sarebbe personalizzare il proprio curriculum vitae in base all’offerta di lavoro.
I recruiter apprezzano le candidature mirate, che facciano cogliere al volo quali sono le caratteristiche di un candidato in linea con la posizione di lavoro disponibile.

Un tuo file – memoryjob
Quando si inviano numerose candidature, possiamo incappare nel trappola della “ridondanza”; puoi rischiare di inviare più volte la tua candidatura alla stessa azienda. In questo modo potresti finire nella cartella dei “CV non idonei”.

Per non dimenticare potresti crearti un file “memoryjob”, una tabella Excel, dove inserire tutte le posizioni per le quali ti sei candidata, indicando il riferimento all’annuncio, la fonte, l’azienda e la posizione; nome dell’indirizzo dell’email inviata e la data di invio.

In questo modo eviterai o almeno limiterai il danno di essere escluso a priori; in più, non sarai impreparata al telefono, quando ti chiameranno per fissare un colloquio conoscitivo.

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Nuovi modi di trovare lavoro nella gig economy

Mai sentito parlare di gig economy? Per gig economy si intende un modello economico sempre più diffuso dove non esistono più prestazioni lavorative continuative, il tanto ambito posto fisso, con contratto a tempo indeterminato. Il termine gig economy sebbene per alcuni di noi possa sembrare nuovo, in realtà è stato coniato già un po’ di tempo fa, precisamente nel gennaio del 2009 e prende forma da un modo di dire americano gig, con cui la gente del posto si riferisce a un lavoretto, piccolo incarico provvisorio. Di fatti, oggi stiamo assistendo a un nuovo modo di concepire il lavoro e il modo di lavorare: la nuova generazione Z , ovvero i ragazzi nati tra il 1995 e gli anni 2000, concepisce il lavoro come un qualcosa di divertente, innovativo e vario; preferisce lavorare on demand, ovvero su richiesta del cliente; scegliendo di lavora da freelance per attività temporanee, part time; piuttosto che come dipendente di un azienda.

Nell’era della “gig economy” il confine tra vita e lavoro non è ben definito a causa degli strumenti tecnologici che sono diventati talmente invasivi da accorciare ogni forma di distanza. Questo comporta un cambiamento delle loro aspettative lavorative, c’è un forte desiderio di far interagire la propria vita personale con quella lavorativa; cambiano anche le modalità di ricerca del lavoro. Infatti, sono aumentate le piattaforme digitali dove puoi cercare lavoro a seconda delle tue competenze personalizzando l’incontro tra domanda e offerta. Ad esempio, se sei uno studente universitario e vuoi arrotondare puoi iscriverti a TaskHunter , offrire il tuo supporto, scegliendo tra una miriade di attività; se sei appassionato di lavori fatti a mano puoi venderli su Etsi; se hai competenze nella comunicazione, traduzioni, risorse umane, puoi offrire i tuoi servizi su Fivver. Sebbene per alcune tipologie di lavori sia richiesta la presenza fisica, altri lavori possono essere svolti direttamente da remoto, entrando in contatto con persone provenienti da qualsiasi parte del mondo;  il criterio di vicinanza è una variabile determinata nel matching tra domanda e offerta.

Trovare lavoro sui social
Un altro strumento molto potente per trovare lavoro sono i social.
I social media rappresentano un cambiamento nel modo in cui si comunica, si collabora e in cui si condivide esperienza; un nuovo modo per trovare un efficace forza lavoro. Basta pensare a Linkedin, il professional social network per eccellenza. Nato per mettere in contatto colleghi, ex colleghi e professionisti, ha superato in 8 anni i 7 milioni di utenti. Per trovare lavoro su Linkedin non basta avere un semplice profilo, ma è necessario creare relazioni ed entrare in contatto con professionisti di settore, referenti HR, seguire aziende, gruppi e candidarsi alle relative opportunità di lavoro, in linea con le tue con le tue ambizioni e competenze professionali.

Poi c’è Facebook Jobs la nuova piattaforma di Facebook lanciata negli Stati Uniti e Canada, strumento che consente a chi usa il social di creare annunci di lavoro e di candidarsi direttamente attraverso il tasto Apply now.

Le piattaforme digitali aiutano a essere più efficienti nell’congiungere domanda/offerta e gli algoritmi di selezione aiutano a trovare velocemente un candidato in linea con la posizione ricercata.

I pro e i contro della gig economy
La gig economy ha i suoi pro e contro. Tra i vantaggi possiamo elencare la capacità di avvicinarti al mondo del lavoro in maniera flessibile, consentendoti di poter scegliere tra le mansioni più adatte alle tue capacità; ti permette di lavorare spesso in totale autonomia, di avere una ricompensa.
La gig economy è più meritocratica perché ogni prestazione è valutata da chi l’ha acquistata e può decidere di interrompere il tipo collaborazione quando vuole. Tuttavia le perplessità su questa nuova economia sono tante. In primis, non sembra essere una scelta consapevole ma frutto della difficoltà di trovare un lavoro stabile. Non comporta una stabilità remunerativa perché i compensi medi non raggiungono un salario costante. Molte sono anche le riflessioni che dovrebbero esser fatte sulla sicurezza sul lavoro e gli aspetti normativi che sembrano essere trascurati.

In Italia i lavori  cosiddetti non-standard, cioè i lavori temporanei, part-time e autonomi raggiungono il 40% e sono in crescita rispetto ai classici lavori subordinati e a tempo indeterminato.

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